LE CAVE DEL TERZO MILLENNIO – IL MODELLO VENETO

Si è svolto ieri pomeriggio il Convegno organizzato da Albo Cavatori del Veneto dal titolo “Le Cave del Terzo Millennio – Il modello veneto” durante il quale sono stati presentati, agli Associati e agli esponenti della altre Associazioni di categoria, della Regione, delle Province, dei Comuni e professionisti intervenuti, i testi della nuova legge n. 13/2018 Norme per la disciplina della attività estrattiva e del Piano Regionale per l’Attività di Cava che entrerà in vigore da domani.

Al tavolo dei relatori insieme alla Presidente di Albo Cavatori Raffaella Grassi, il Presidente della Seconda Commissione Consiliare Francesco Calzavara, il capogruppo del Partito Democratico Stefano Fracasso, il capogruppo di Forza Italia Massimo Giorgetti e la capogruppo di Zaia Presidente Silvia Rizzotto.

Si riporta di seguito un estratto del documento presentato da Albo Cavatori e che si può consultare per esteso al link riportato in calce.

“Il 30 marzo 2016, a Mestre, Albo Cavatori, Confindustria e Confartigianato del Veneto avevano presentato alla Politica veneta il PIANO ZERO, una proposta di pianificazione sostenibile finalizzata alla tutela del lavoro, dell’ambiente e del territorio e incentrata su principi quali il chilometro zero e la riduzione del consumo di suolo. La proposta prevedeva:

LA VALORIZZAZIONE DEI MATERIALI LOCALI NELLE OPERE ovvero:

  • Previsione nei capitolati speciali – inclusione nei protocolli del Green Public Procurement
  • Tutela delle cave storiche di materiali tradizionali e tipici
  • Garanzia del reperimento di materiali unici come la Trachite dei Colli Euganei

L’AUTOSUFFICIENZA DEGLI AMBITI ESTRATTIVI LOCALI attraverso:

  • Messa in riserva in cava dei materiali di scavo da opere idrauliche e infrastrutture
  • Ampliamento e approfondimento di cave esistenti, superando i limiti della legge 44/82.

IL MANTENIMENTO DELL’OCCUPAZIONE LEGATA AL SETTORE attraverso:

  • La salvaguardia degli impianti e delle realtà imprenditoriali legate all’indotto
  • La copertura del fabbisogno di materiale necessario alla produzione aziendale

All’appello corale delle Associazioni di categoria la Regione ha risposto a fine 2016 con le Prime disposizioni di Piano (art. 95 del Collegato alla Legge di stabilità 2017) e a marzo 2018 con la revisione della legge cave e l’approvazione del primo Piano cave della storia del Veneto.

Certamente gli esiti del ricorso attivato dal Consorzio di Valeggio contro la Regione, che è risultata soccombente in tutti i gradi di giudizio, hanno consentito a questa legislatura di riuscire dove le precedenti avevano fallito.

I termini imposti dal TAR non hanno tuttavia impedito al Legislatore di ascoltare le istanze delle aziende e del territorio e di modificare i testi dei provvedimenti elaborati dalla Giunta secondo un disegno chiaro e sufficientemente condiviso.

Abbiamo quindi apprezzato il dialogo trasparente che si è instaurato con la Commissione consiliare e con la sottocommissione cui è stato affidato il compito di redigere legge e piano mettendo insieme le varie proposte e i contributi costruttivi pervenuti in sede di audizioni, nonché il lavoro della struttura regionale che ha saputo tradurre tecnicamente i nuovi concetti.

Abbiamo anche apprezzato in generale la qualità del dibattito politico che abbiamo visto in Consiglio, che ha permesso di affrontare con la necessaria serenità un tema che per sua natura può prestarsi a facili strumentalizzazioni, di sicuro effetto mediatico.

Accogliamo quindi con generale favore questi provvedimenti che sono il risultato di un buon dialogo tra la politica veneta, le aziende e il territorio.

Il nuovo quadro normativo, che da qui in avanti condizionerà tutto lo sviluppo del settore, presenta una struttura innovativa perché dà origine ad un modello flessibile, tarato sui reali consumi e quindi sull’andamento del mercato. Proprio per questa sua caratteristica riteniamo siano superflui, se non addirittura controproducenti, i tetti provinciali. Essi costituiscono un limite che la giunta dovrà via via modificare per garantire l’efficacia e l’applicabilità stessa del piano.

Inoltre, con lo zero dato a Treviso, viene meno uno dei principi fondanti del piano che è il mantenimento dell’occupazione legata al settore. Troviamo incomprensibile la disparità di trattamento cui sono soggette le aziende “bisognose” a seconda della loro localizzazione provinciale. Oggi più che mai il lavoro è sacro e va salvaguardato anche operando scelte che possono sembrare impopolari ma che a fronte di una piccola concessione (parliamo di micro autorizzazioni da 300.000 mc) possono garantire la sopravvivenza di alcune piccole realtà.

Auspichiamo a breve una revisione di questi tetti che già oggi si rende necessaria per garantire il materiale ad infrastrutture come la TAV che solo a Verona necessitano di un volume superiore al tetto complessivo assegnato alla provincia.

Siamo inoltre soddisfatti che la legge abbia messo le basi per risolvere il problema del reperimento della preziosa trachite dalle cave dei Colli Euganei. E’ il materiale di Venezia e di tante opere architettoniche che devono poter contare sulla giusta disponibilità per le ristrutturazioni. Confidiamo che la norma possa garantire non solo la coltivazione in sotterraneo ma anche una diversa coltivazione a cielo aperto finalizzata ad eliminare le pareti verticali delle cave esistenti e quindi a migliorare la ricomposizione ambientale dei siti.

Per quanto riguarda la vigilanza, che passerà ai comuni e all’Arpav, lanciamo un appello affinché vengano salvaguardate le competenze e la professionalità dei dipendenti regionali operanti oggi nelle province.

Ci auguriamo, infine, che l’applicazione di queste nuove regole possa tradursi anche in una riduzione dei tempi dei procedimenti che oggi sono uno dei principali ostacoli alle iniziative imprenditoriali”.

Padova, 26 marzo 2018                                                                                                    Raffaella Grassi

                                                                                                                            Presidente Albo Cavatori del Veneto

LE CAVE DEL TERZO MILLENNIO - IL MODELLO VENETO RELAZIONE LE CAVE DEL TERZO MILLENNIO

Alberto Faggionato

Articolo scritto da: Alberto Faggionato

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